Una vita viva

autismo-18-300x223Un ragazzo di quindici anni si è suicidato a Roma, nel quartiere Pisana. Il ragazzo dopo una discussione con la propria fidanzatina, le ha mandato un sms dicendole che l’avrebbe fatta finita, ha salutato i genitori come se uscisse e si è lanciato nel vuoto mentre la ragazza correva a casa sua nel tentativo disperato di provare a fermarlo. 

Il giorno prima, un’altra giovane donna di sedici anni ha tentato il suicidio nella zona della Magliana. Dopo una lite con i genitori, si è chiusa nella sua stanza, ha aperto la finestra ed è saltata giù cercando di togliersi la vita, per fortuna senza riuscirci. Ora è in ospedale, dovrà essere operata, ma è fuori pericolo.

 

Una vita viva

Un suicidio. E un tentato suicidio.
Due giovani, 15 anni lui e 16 lei. Due quartieri diversi di Roma, due storie differenti accomunate da un gesto simile.
Di loro ignoriamo tutto. Non ne conosciamo i pensieri, le immagini, i sogni.
Non sappiamo nulla dei rapporti con i loro amici, con i propri familiari, con gli insegnanti.
Nulla.
È difficile comprendere.
Abbiamo, tuttavia, una certezza: quel salto nel vuoto non è, come alcuni articoli della stampa riportano, un gesto d’impeto, non origina in una discussione con la propria innamorata o in una semplice discussione in famiglia.
Ipotesi di tal fatta, se da una parte spaventano, dall’altra rassicurano perché negano.
Negano che esista un disagio che, talvolta già in giovane età, può aggravarsi.
Confrontarsi con questa realtà è doloroso ma va assolutamente fatto.
Intendiamoci: non stiamo certo sostenendo che ogni adolescente è a rischio.
Alcuni atteggiamenti (che conosciamo tutti, perché tutti siamo stati adolescenti anche se, per dirla con Saint-Exupery, pochi se ne ricordano) sono semplici folate di vento, che spettinano capelli e pensieri.
Ma, al contempo, non possiamo più accettare la banalizzazione in base alla quale un atto come quello di cui stiamo parlando si leghi a una litigata con la propria ragazza o coi genitori e venga etichettato come “inspiegabile” perché in precedenza non ci siano stati altri tentativi di suicidio.
Non è così.
Dobbiamo avere il coraggio di dire che il togliersi la vita o il cercare di farlo, non arriva mai come un imprevedibile passaggio di una nuvola: è l’apice di uno star male profondo e pregresso che, se preso per tempo, può essere curato.
Perché ci si possa così riappropriare di una vita viva.
Permetteteci allora il lusso di due speranze.
Speriamo che la sedicenne che si è salvata da quel terribile salto intraprenda un percorso terapeutico: perché per quanto possa essere lungo, difficile e faticoso, sarà la possibilità di un futuro che solo ieri non c’era più.
E speriamo che quella giovane donna, che è corsa a perdifiato verso la casa del proprio innamorato, comprenda che non era davvero nelle sue possibilità salvarlo da ciò che quel povero ragazzo provava dentro e che lo ha condotto ad un gesto così disperato. Nonostante questo ha tentato: solo così, il peso che oggi ha nel cuore potrà col tempo alleggerirsi.

E’ a loro due che dedichiamo questa poesia di Robert Frost.

LA STRADA CHE NON PRESI
Due strade divergevano in un bosco giallo 
e mi dispiaceva non poterle percorrere entrambe 
ed essendo un solo viaggiatore, rimasi a lungo 
a guardarne una fino a che potei.
Poi presi l’altra, perché era altrettanto bella,
 e aveva forse l’aspetto migliore, 
perché era erbosa e meno consumata,
 sebbene il passaggio le avesse rese quasi simili.
Ed entrambe quella mattina erano lì uguali, 
con foglie che nessun passo aveva annerito.
Oh, misi da parte la prima per un altro giorno!
 Pur sapendo come una strada porti ad un’altra,
dubitavo se mai sarei tornato indietro.
Lo racconterò con un sospiro 
da qualche parte tra anni e anni:
 due strade divergevano in un bosco, e io -
io presi la meno percorsa, 
e quello ha fatto tutta la differenza.
Robert Frost

 

 

 

 

 

 

 

 

L’EUROPA, I GIOVANI E I DIRITTI CIVILI

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La nostra associazione, il prossimo martedì 20 maggio alle ore 18.30 presso la sala convegni in via dei Cerchi 75, ha organizzato un incontro con Ilaria Bonaccorsi, storica e giornalista candidata alle elezioni europee per il PD, e Pippo Civati, deputato PD.

Questi i principali temi che saranno oggetto del dibattito:

– Scuola e formazione

– Lavoro giovanile

– Minori e immigrazione

– Tutela di giovani e adolescenti

– Diritto alla salute

– Tutela dei diritti civili

STORIA DELL’ARTE PRATICAMENTE CANCELLATA. E I GIOVANI CHE SAPRANNO E FARANNO DEL NOSTRO PATRIMONIO D’ARTE?

Storia dell'arte nelle scuole

Riceviamo e volentieri pubblichiamo questo contributo di Giancarlo Guarnieri (artista e storico dell’arte)

Cancellate Disegno e Storia dell’arte dei bienni e Disegno nei trienni dei licei delle scienze umane e linguistici, mentre in quello sportivo le materie sono assenti del tutto. Colpiti anche gli istituti tecnici dove la disciplina aveva un ruolo centrale, come nel Turistico. Così nei professionali: cancellate da corsi come Alberghiero-Turistico, Grafica e comunicazione e Tecnico dell’immagine fotografica; via le sei ore per l’indirizzo Moda. Aboliti del tutto gli istituti d’arte; i geometri, che hanno così tanto peso nel destino del territorio italiano non hanno mai avuto occasione di studiarla anche prima della cosiddetta riforma. Ed i giovani, che oltre a perdere la possibilità di usare per diversi tipi di lavoro,professioni, attività, l’enorme patrimonio di bellezza ed arte; come potranno migliorarsi, vivere bene o sperare senza l’apporto vitale e forte delle belle arti?

Adolescenza, un’emergenza sociale

Riportiamo qui sotto una lettera che ci ha molto colpito, tratta dal blog del Fatto Quotidiano “Parola di Prof”, un grido d’aiuto di un preside che pur rendendosi conto della situazione di crisi profonda in cui si trovano molti dei suoi studenti e pur volendo intervenire, si trova davanti ad un muro di indifferenza.

 

Scuola, i ragazzi e la morte per scherzo

 

Antonio fa il preside, e non sa più dove sbattere la testa. Vede ogni anno i ragazzi arrivare e uscire dal suo liceo scientifico, con la differenza che quelli di prima superiore fanno ciò che una volta facevano in quinta: fumano, bevono, rollano canne, si esibiscono in prodezze sessuali e poi franano nell’incertezza, a volte nella depressione. Antonio vede e non sa che fare, perché i ragazzi non credono alla sua preoccupazione, e i genitori guardano per terra quando lui tenta di scuoterli.

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Gentile redazione,

io ho una domanda da fare a voi perché non so più a chi farla: cos’altro deve succedere per capire tutti quanti che l’adolescenza è diventata un’emergenza sociale?

A Roma un ragazzo svizzero è stato accoltellato in gita, ed è morto. Un altro, di Catania, s’è buttato giù dal parapetto di una nave ferma in porto a Barcellona: uno scherzo, un bicchiere di birra di troppo, ormai si muore così. E non sono eccezioni, stranezze. Oggi è normale per i miei studenti vomitare in classe perché hanno fatto baldoria di notte: sigarette, canne, alcol. Le ragazzine parlano di sesso come di caramelle: ho fatto quello, proverei quall’altro, l’importante è non restare fregata e poi comunque abortisco e i miei sono d’accordo, sai quanto me ne frega.

Gli insegnanti sono stremati. Insistono con le funzioni di terzo grado e Omero, Cartesio e Leopardi. Arrivano anche a Pollock e Pasolini, s’industriano nell’aula di informatica e portano i ragazzi alla giornata contro le mafie, per l’ambiente pulito e i diritti delle donne in Pakistan. Cosa resta nei cuori? Poco e niente. Sui cellulari gli argomenti sono comunque la festa di sabato, la dose per lo sballo, le corna di Tizio con Tizia. Argomenti che una volta si tenevano a bada all’ultimo anno, e che adesso spuntano già tra i ragazzetti più piccoli: quando ci parlo, dopo la prima ramanzina dei prof, mi guardano senza paura, né interesse. Perfino i genitori, convocati, minimizzano. Semmai guardano per terra, controllano l’ora sul telefonino, promettono di impegnarsi e in realtà spariscono. Non li vedo fino alla convocazione successiva, fino alla maturità che butta fuori un altro ragazzo incerto, confuso, depresso, per lasciare il posto a qualcuno probabilmente più fragile di lui.

Sono stanco, sicuramente avrò sbagliato molte cose, non so come aiutare i ragazzi.

Antonio

 

Fonte:

Blog “Parola di Prof” ; Il Fatto Quotidiao

http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/04/13/scuola-i-ragazzi-e-la-morte-per-scherzo/949648/

Relazione sulla condizione dell’infanzia e dell’adolescenza in Italia 2010-2011

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Venerdì 28 marzo 2014

La Relazione sulla condizione dell’infanzia e dell’adolescenza in Italia 2010-2011, appena uscita, sviluppa i temi al centro dell’attenzione dell’Osservatorio nazionale per l’infanzia e l’adolescenza e del Piano nazionale d’azione e di interventi per la tutela dei diritti e lo sviluppo dei soggetti in età evolutiva. (http://www.minori.it/minori/relazione-sulla-condizione-dellinfanzia-e-delladolescenza-in-italia-2010-2011)

È la legge 23 dicembre 1997 n. 451 a prevedere l’elaborazione con cadenza biennale del documento, che viene predisposto dall’Osservatorio con il supporto tecnico scientifico del Centro nazionale.

La Relazione, si spiega nella premessa, «non è una rassegna completa ed esaustiva di tutti i complessi aspetti della condizione dei cittadini di età minore, ma «offre alcune riflessioni su quelle che si pongono come questioni aperte, proponendo, ove possibile, ipotesi di lavoro per superare le principali difficoltà». Riflessioni che «danno centralità al soggetto bambino, descritto nei suoi processi di crescita, nei suoi luoghi di esperienza, in quanto cittadino destinatario di politiche e programmi di intervento e soggetto esposto a differenti vulnerabilità nelle condizioni di vita».

La Relazione precedente aveva dato conto dei lavori scaturiti in sede di Osservatorio nel quadro delle attività per la stesura del Terzo Piano di azione. Questa edizione, invece, «torna a centrare l’attenzione sulla fenomenologia della vita di bambini e adolescenti attraverso un percorso multitematico che ha visto il contributo di numerosi esperti del settore».

Il volume è articolato in tre parti. La prima offre un quadro generale sulla condizione dei bambini e degli adolescenti attraverso l’analisi degli indicatori di contesto e di benessere che è possibile derivare dalle statistiche disponibili. Il contributo è arricchito da alcuni focus tematici dedicati ai processi demografici in corso, alla salute e all’istruzione.

La seconda parte contiene un aggiornamento del quadro normativo e di indirizzo a livello nazionale e regionale. I focus di questa seconda parte si concentrano sui seguenti temi: L’organizzazione regionale nella materia sanitaria e sociosanitaria; Le leggi regionali sull’accoglienza dei bambini fuori famiglia: affidamento e adozione; Linee di indirizzo regionali per disciplinare l’affidamento familiare e i momenti delicati e importanti nella vita delle famiglie affidatarie; Il sostegno alle responsabilità genitoriali e al reddito; Il processo di attuazione della legge sul Garante dell’infanzia, anche con riferimento alle relazioni con le figure di Garante regionale.

La terza parte, infine, riporta alcuni approfondimenti su temi di grande attualità. Il primo propone un’analisi dei principali risultati di una ricerca nazionale sulla partecipazione dei preadolescenti e e degli adolescenti alla vita familiare, scolastica, associativa e sociale nei loro contesti di vita quotidiana e si sofferma sulle esperienze di ascolto di bambini e adolescenti. Il secondo approfondimento esplora il rapporto tra generazioni e la trasmissione dei valori nel contesto familiare e sociale, mentre quello successivo è dedicato al tema dei minori stranieri non accompagnati.

Gli approfondimenti che seguono trattano altri temi centrali: la povertà minorile, le adozioni nazionali, la prima infanzia, la programmazione regionale delle politiche per i bambini e gli adolescenti. (bg) 

Fonte: Centro Nazionale di Documentazione e Analisi per l’Infanzia e l’Adoloscenza – http://www.minori.it

Relazione: http://www.minori.it/sites/default/files/relazione_biennale_condizione_infanzia_adolescenza.pdf

Alcol, una sfida ma non da eroi

 

IL COMMENTO

di VIVIANA PONCHIA

ALCOL, UNA SFIDA MA NON DA EROI

 

QUEL GIORNO la preoccupazione era: va in gita in montagna con la scuola, nevica e vuole mettersi le scarpe da ginnastica. Ma sì, bagnati e impara la lezione. Paranoie da madre fortunata, capricci da privilegiato. Nessun altro pericolo in vista, asteroide e autista kamikaze solo ipotesi remote nel suo mondo di buone letture, amicizie trasparenti e bambagia. La legnata arriva da Face book inaspettata come l’investigatore che consegnale prove del tradimento. C’è lui, la faccia bionda e innocente. Sorride nel video sotto la neve, chissà che freddo ai piedi. Però

che romantici questi ragazzi che si filmano nella bufera. Pronuncia la frase di rito: «Ringrazio Tizio perla nomination e nomino a mia volta

Caio. . . ». In mano ha una bottiglia, non è aranciata. Ricordi quel modo particolare di portare alla bocca il biberon, il gesto di pura necessità biologica. Ma sono le dieci del mattino, è birra scura. Il minorenne la

tracanna in un flato, si guarda attorno soddisfatto. Sapevi della Neknomination, l’ultima follia degli adolescenti, la gara a chi beve di

più e in più in fretta. L’avevi derubricata ad allarme per quattro deficienti autolesionisti, la piccola minoranza scema così distante dalla sua maggioranza assennata, includendo il giudizio implicito sulla miopia delle famiglie che non intercettano lo sguardo annegato nel brandy. E tu invece dove eri? Che cosa hai visto nei suoi occhi prima di spiare in un social network?

LO INCHIODI alle decine di «mi piace» che celebrano la sua impresa, cerchi di spaventarlo con racconti sul coma etilico. Sobrietà significa libertà. Vi credete ganzi e siete ridicoli. E come no. La vera preoccupazione diventa il, fatto che non ha l’aria colpevole. Ila messo tutto alla luce del sole. E f fiero di avere superato la sfida. Dal liceo classico Minghetti di Bologna all’Alfieri di Torino si formano task force di genitori inconsapevoli e spaventati. Abbiamo sottovalutato la pubblicità dell’amaro? Favorito l’offerta di rischio? Di sicuro il concetto di eroe non l’abbiamo spiegato bene.

 

QUOTIDIANO NAZIONALE 19-03-2014